Ciao! Sono felice di aprire finalmente il mio sito per comunicare chi sono e cosa faccio in modo diretto, senza mediazioni !Sono anche felice di aprirlo adesso lontana da scadenze elettorali, che troppo spesso diventano scadenze anche per l'attività dei siti.Ho messo troppo tempo per realizzare un’ intenzione avuta dal primo giorno della mia attività....leggi tutto
Mia querela e rinvio a giudizio di Christian Abbondanza e Simonetta Castiglion (Casa della Legalità)
Giovedì 27 Maggio 2010 18:19
In questi giorni mi è arrivata una notizia che attendevo da tempo:
Rinvio a giudizio per concorso di reato, continuato, per diffamazione (art. 110, 81, 595 c.p.) con fissazione di udienza preliminare contro Christian Abbondanza e Simonetta Castiglion.
Il p.m. ha riconosciuto l'insussistenza delle accuse e la validità della mia denuncia.
Dal 2007, periodo in cui ho fatto querela, ad oggi i due personaggi imputati hanno fatto credere falsità reiterate a ingenui che, senza alcuna confutazione gli davano credibilità. Finalmente la verità sta emergendo e quando si dice "le bugie hanno le gambe corte"...aggiungerei la giustizia "i tempi lunghi" (circa 2,5 anni) che purtroppo lasciano il diffamato (in questo caso la sottoscritta) in balia di figure che, per il semplice rancore personale e desiderio di apparire (basta far notizia....non importa se vera o falsa...intanto gettiamo ombra su di lei e suo marito...), trovano il nemico dove non c'è.
Nella sezione qui a destra "calunnie solo calunnie" trovi il rinvio a giudizio.
Acquasola
Martedì 25 Maggio 2010 17:37
Oggi ho redatto un ordine del giorno, presentato con Antonio Bruno e Angela Burlando, in conferenza di capigruppo. Non è passato oggi in consiglio ma passerà martedi porssimo. Vedremo chi sarà realmente contro e a favore del parcheggio dell'Acquasola.
eccolo:
Considerato che
Da circa 20 anni è in progetto il parcheggio dell’Acquasola
Il Parco dell’Acquasola, oltre ad essere un Parco Storico (tra i primi d’Europa), ha alto valore archeologico (recenti reperti archeologici scoperti nelle fondazioni) e pertanto da tutelare e di potenziale attrazione turistica
La costruzione di un parcheggio comporterebbe inevitabilmente al taglio di centinaia di alberi e che la ripiantumazione non potrà avvenire per alcune specie storiche importanti e di pregio
La costruzione di un parcheggio prevede in superficie due sfiatatoi, da 40 mq l’uno, per gas di scarico delle auto che inevitabilmente saranno respirati da chi lo frequenterà dopo (soprattutto bambini), con gravi conseguenze perla salute delle persone, così come scritto dall’IST
I cittadini si sono espressi chiaramente sulla contrarietà al parcheggio, non per interesse personale, ma per pubblico interesse
L’amministrazione deve rispettare la volontà popolare, oltre al programma elettorale
Pertanto, la costruzione di parcheggi in centro è urbanisticamente sbagliata, una scelta di mobilità obsoleta, contraddittoria rispetto alle politiche di PUMe del Piano del Verde e non di interesse generale (la salute pubblica e la volontà dei cittadini costituisce elemento di pubblico interesse preminente rispetto al parcheggio pubblico).
Rilevato che
Milano e Roma sono riusciti a ritirare le concessioni previste per la realizzazione di due posteggi analoghi.
La delibera del Consiglio Comunale n° 201 del 1990 a cui è allegato l’atto unilaterale di impegno, che ne costituisce parte integrante, recita nell’articolo 45, intitolato revoca della concessione per pubblico interesse :“ IN QUALSIASI MOMENTO con provvedimento motivato, per ragioni di pubblico interesse, è facoltà del Comune concedente di revocare la presente concessione. In tal caso sarà riconosciuto alla concessionaria un equo indennizzo previsto dall’art. 44 .”
L’Art. 44 recita testualmente : “equo indennizzo sarà corrisposto secondo quanto stabilito dal piano economico finanziario allegato alla presente delibera”.
E’, quindi, di tutta evidenza che l’Amministrazione abbia specificamente riservata questa possibilità in qualsiasi momento in cui è in vigore la concessione, e quindi anche prima dell’inizio dei lavori.
Con riguardo alle paventate penali da pagare alla Società concessionaria in caso di revoca della concessione si evidenzia:
1) nullità radicale della delibera C.C. n° 201 del 1990 in quanto viziata dalla commissione di un reato penale accertato con sentenza passata in giudicato. La dazione di danaro è stata fatta per far aggiudicare a Sistema Parcheggi la concessione.
2) mancata osservanza di gara ad evidenza pubblica,
3) scelta del concessionario sulla base non del miglior progetto sotto il profilo ambientale, né sotto quello della miglior offerta economica, come è stato precisato dalla sentenza della Corte dei Conti, anch’essa passata in giudicato.
4) Il Piano economico citato nella delibera non è mai stato allegato alla stessa. La mancata allegazione del piano economico finanziario non è derivata da “semplice dimenticanza”, ma è stata dolosa, come accertato dalle sentenze penali, per impedire di compararlo con quello degli altri competitors, e quindi di venire scartato
E’ perciò chiaro che la concessionaria in caso di revoca della concessione nulla potrebbe invocare, perché è impensabile far discendere un qualsiasi diritto ad un “ equo indennizzo” o ad un risarcimento da un atto inesistente o successivo, e di molto tempo, alla delibera di concessione.
IMPEGNA SINDACO E GIUNTA
A revocare la concessione, con atto motivato, per la realizzazione del parcheggio
GENOVA, 25 MAGGIO 2010
Teatro Carlo Felice
Venerdì 14 Maggio 2010 15:28
Oggi si è svolto un consiglio monotematico sul Teatro Carlo Felice, ente che, causa Decreto Bondi, sta subendo fortissimi tagli, a rischio di totale collasso delle Fondazioni Liriche, nel suo complesso.
L’Italia ha sempre investito poco sulla Cultura, ma negli ultimi anni abbiamo assistito alla riduzione degli investimenti anche sulla ricerca, sull’istruzione, sulla gestione dei beni comuni, in cui i settori citati rientrano.
Il Decreto Bondi non fa altro che peggiorare la situazione, mettendo a rischio, non solo i lavoratori del Carlo Felice, ma anche quelli delle altre 13 Fondazioni Liriche presenti in Italia.
Se c’è un problema non si può risolvere tagliando indiscriminatamente senza alcun criterio, si deve verificare la causa del male, analizzarlo e solo dopo prendere adeguati provvedimenti.
Oggi è stato proposto un ordine del giorno “di mediazione” affinché anche il PDL lo votasse. Una mediazione che di fatto chiede “le modifiche del Decreto” e non il “ritiro”, una mediazione che non contempla appieno le richieste dei lavoratori.
Ho proposto un emendamento che riprende in toto le parole scritte dai dipendenti del Teatro, che riporto:
IMPEGNA SINDACO E GIUNTA A
Ad operare per farritirare il Decreto Bondi al Ministro e per inaugurare un nuovo percorso che, attraverso un reale confronto con Sindaci Presidenti delle Fondazioni, le Organizzazioni Sindacali, le figure più eminenti del panorama musicale italiano, porti il nostro settore a una riforma condivisa, autentica e duratura, condotta sulla base dei migliori standard europei: una riforma che possa dare l’avvio a un meccanismo virtuoso di produzione culturale degno della nostra tradizione.
Non accetto, che se da un lato il PDL locale solidarizzi con i dipendenti del Teatro, dall’altro nel momento di fare un documento a loro favore, si debba cercare una soluzione che non “infastidisca troppo il Ministro”, con il consenso della maggioranza.
Sono le solite prese di posizioni di facciata che non porteranno nulla di buono a questa città.
Il problema non è il Teatro Carlo Felice, ma tutte le 14Fondazioni liriche con le centinaia di lavoratori che dopo anni di formazione e costante allenamento vivono una situazione di instabilità da anni.
C.so Sardegna
Mercoledì 21 Aprile 2010 04:22
Ieri, in Consiglio Comunale, si è trattato del progetto di trasformazione dell’area dell’ex Mercato di Corso Sardegna; è stata una giornata faticosa e abbastanza deprimente: convocazione alle 15, inizio alle 16.30, per sospensioni ripetute immotivate e ostruzionismo strumentale del PDL che, solo oggi (dopo anni di attività consigliare) si accorge che non è corretto presentare gli emendamenti all’ultimo momento.
Da sempre sostengo che è necessario avere la documentazione prima di andare in consiglio e che i consiglieri necessitano del tempo necessario per poter valutare i progetti e i loro emendamenti e poter votare consapevolmente.
Questo aspetto critico è da affrontare in sede di revisione di regolamento e non certo in Consiglio Comunale in cui si deve discutere dell’ordine del giorno.
Ma, a parte la critica sul metodo, ritengo che, pur apprezzando gli emendamenti migliorativi in tema di sostenibilità ambientale, il problema di fondo rimane: la svendita del territorio in cambio di alcuni servizi, anche non necessari.
Questo meccanismo perverso che porta gli enti locali a monetizzare il territorio per far fronte alle spese correnti, mette l’amministrazione in una condizione disubalternità rispetto ai costruttori, che ovviamente danno priorità all’interesse privato piuttosto che all’interesse generale e vincola i comuni ad accettare compromessi cementificatori.
L’area di Corso Sardegna potrebbe essere recuperata con gli orti urbani, con servizi e attività (anche commerciali) da inserire negli edifici storici attualmente presenti, mantenendo così dei presidi fissi e vita sociale.
Abbiamo terminato intorno alle 19.30, con il mio voto contrario, la pratica è passata, approvata con gli emendamenti, tranne il mio e altri due suggeriti da Legambiente.