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CONTRORIFORME, CONTRORIFORME, ANCORA CONTRORIFORME: E' CIO' CHE VOGLIAMO? PDF Stampa E-mail
Lunedì 21 Luglio 2014 17:33

Il largo consenso di Renzi sta dando i frutti previsti, avanti tutta sulle riforme,

sulla legge elettorale e sulla modifica della Costituzione.

Peccato però che la convergenza con Berlusconi trova sempre più spazio, con

conseguente maggior potere di azione di chi andrà al governo e relativo

depotenziamento dell'opposizione, della società e degli organi di controllo.

Su Il Fatto quotidiano si comprende chiaramente la deriva autoritaria e lo

svuotamento di democrazia che queste riforme porteranno. Ecco il link:

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/06/patto-renzi-berlusconi-il-modello

-super-premier-senza-opposizione/1051713/?utm_source=home&utm_medium

=banner&utm_content=sidebar&utm_campaign=demaut

 

Esistono alternative? Ma certo; giuristi e professionisti hanno elaborato e

proposto soluzioni diverse, nel rispetto dei principi ispiratori della Costituzione

e del concetto di rispetto delle minoranze e di partecipazione dei cittadini alle

scelte politiche.

Anche in questo caso occorre citare Il Fatto quotidiano che elabora una

lettura sinottica di due proposte: quella Renzi-Verdini-Berlusconi

e quella del Fatto Quotidiano:

http://www.ilfattoquotidiano.it/10proposte/#/camera

Senza entrare necessariamente nel dettaglio appare lampante come la riforma

elettorale risponda esattamente alle logiche dei partiti e non alla volontà dei

cittadini. Sia alla Camera che in Senato non ci saranno preferenze ed i

membri del Senato non saranno più eletti dai cittadini, ma dai partiti nelle singole

regioni.

Mi soffermo solo un attimo sulla riforma del Senato: la Proposta

Renzi-Berlusconi prevede che il Senato Sarà composto da 100 senatori non

eletti a suffragio universale: 95 eletti dai Consigli Regionali (75 tra i

consiglieriregionali e 21 tra i sindaci) + 5 eletti dal Presidente della Repubblica.

Sarà prevista l'immunità, come per la Camera, con richiesta di autrizzazione

a procedere per arresto, perquisizioni e intercettazioni.

 

In sostanza, dopo aver tolto ai cittadini il potere di votare le Province, con

l'introduzione della Città metropolitana, i cui rappresentanti saranno nominati dai

consiglieri comunali (che si spartiranno le poltrone), la stessa sorte spetterà al

Senato.

Qui sotto si può avere un'idea, nel caso Liguria, di coloro che beneficierebbero di

tale legge elettorale e che pur consiglieri regionali potrebbero essere pure Senatori....

 

Ovviamente l'obiezione non è sulla rilevanza penale o meno degli illeciti

contestati ma sulle motivazioni, e quindi sulle modalità di selezione

politica dei personaggi: mera ricerca dell'autocollocamento attraverso

bieca subalternità al “potente” di turno.

Criteri largamente maggioritari per gli eletti e nominati di ogni ambito.

Inoltre i già deboli e disattesi strumenti di democrazia diretta (referendum

abrogativo e leggi di iniziativa popolare) vengono resi addirittura più difficoltosi

prevedendo un numero maggiore di firme richieste e sottoponendole al vaglio di

una Corte Costituzionale più “governativa”. Eattamente l'opposto delle reali

necessità di una democrazia rinforzata, che prevederebbe:

 

-migliori strumenti di selezione del personale della politica rappresentativa:

il superamento della logica di partiti/movimenti che, in quanto associazioni private,

si danno regole autodeterminate, anche ademocratiche, insindacabili, per poi

controllare le istituzione in modo sempre più svincolato (la chiamano governabilità) ...

-migliori strumenti di contropotere e controllo: la separazione netta tra potere

politico, economico e strumenti di controllo (magistratura; Authority; informazione;...)

almeno su modelli anglossassoni. Possibilmente anche meglio.

-migliori strumenti partecipativi e di democrazia diretta a disposizione della

cittadinanza attiva e competente: di complemento, per colmare i deficit di

rappresentanza dati da una classe politica autoreferenziale e subalterna a poteri

politici-economici, sempre più schiaccianti e spessissimo con interessi speculativi,

specie sui beni comuni, opposti ai più diffusi interessi di cittadinanza.

 

DITE NO AL PARLAMENTO DEI NOMINATI E

ALLE RIFORME CHE LIMITANO I REFERENDUM E

UCCIDONO LA DEMOCRAZIA PARTECIPATA!

FIRMA QUI

 

 

 
LEGGERE PER VOTARE CON CONSAPEVOLEZZA PDF Stampa E-mail
Lunedì 19 Maggio 2014 20:34

Ieri, in una bella giornata primaverile, ho partecipato ad uno degli

eventi commemorativi della dipartita di don Gallo, un dibattito con

Don Farinella, Padellaro (dir. Fatto Quotidiano), Scanzi (giornalista

e saggista), Freccero (autore televisivo e saggista), centrato

sulle prossime elezioni europee.

Come inevitabilmente succede in queste occasioni il tempo per

l'interlocuzione con i relatori è inevitabilmente limitato.

Allora vorrei utilizzare questo spazio per qualche considerazione

di contrappunto agli interventi ascoltati che motiva, per questo

specifico appuntamento elettorale, il mio sostegno alla

candidatura di Domenico Finiguerra e alla Lista Tsipras

 

Sostegno ad una candidatura:

le motivazioni più forti sono indubbiamente di ragione personale,

il comune impegno nel Forum Salviamo il Paesaggio mi ha

permesso una conoscenza diretta e la conseguente fiducia nella

bontà delle motivazioni e capacità di Finiguerra. Non solo

dichiarazioni di impegno ma una concreta testimonianza di

azioni politiche virtuose già attuate.

In casi come il suo (ma non solo) una pregressa esperienza

politica è un valore aggiunto che è deleterio cancellare anche

per condivisibili ragioni di principio.

Insomma l'obsolescenza programmata (2 mandati e basta)

estesa alla politica a prescindere dalla bontà dell'agire mi

è sempre sembrata una forzatura (magari necessaria in termini

generali ma non giusta e anche autolesionistica in termini specifici).

Specie alla luce dei discutibili risultati dei metodi alternativi di

selezione proposti anche dal M5S.

Inoltre, dato tutt'altro che marginale, la candidatura di Finiguerra

nasce e si propone come veramente indipendente, cioè non proposta

e sostenuta da partiti con gli inevitabili doveri di riconoscenza

e subalternità, ma di rappresentanza di un impegnativo lavoro

di tessitura di relazioni territoriali.

 

Sostegno alla Lista Tsipras:

1) Non è possibile non condividere le critiche e le riserve

espresse per le modalità di costruzione (dall'alto) e conduzione

(conflittuale) di una Lista che ha incluso due partiti (e peggio

alcune candidature) con seri deficit di credibilità politica. E'

però vero che analoghe e anche più serie critiche su

autoritarismo, conflittualità, limiti partecipativi e candidature,

riguardino anche il M5S.

Sulle candidature mi pare poi molto più appropriato rovesciare

le valutazioni di merito in quanto, a fronte di alcune

candidature sgradevoli, la Lista Tsipras offre un'ampissima

proposta di candidature eccellenti per impegno

politico-civile, professionale e di rappresentatività di movimenti

alternativi:

per l'Acqua Pubblica (Petrella; Fattori;Leto..),

per l'AltraEconomia (Mancini;Gesualdi;Perna), Tutela del

territorio (Finiguerra; Salzano); per la cultura (Spinelli, Ovadia,

Rea, Prosperi...).

 

Una qualità che non ha precedenti e che, soprattutto, si può

scegliere con le 3 preferenze a disposizione, criterio di valutazione

a cui forse non siamo più abituati.

 

2) Pur essendo chiaro a tutti che ogni tornata elettorale ha

riflessi sugli assetti politici nazionali, stiamo per votare per le

elezioni Europee e vogliamo dare maggior peso a coloro che

credono in un altro mondo possibile (vedi post precedenti)

affinchè possano rappresentarci nel parlamento europeo.

La consueta pressione per il “voto utile” per bloccare la deriva

Renzista, è da respingere per due ragioni:

 

 

a) la strumentalità: la stessa che usa(va) il PD contro il M5S

colpevalizzando gli elettori grillini di “far vincere Berlusconi”;

questa, fa il paio con quella, ancora peggiore, di accusare

di “intelligenza con il nemico” proposte politiche simili ma

alternative, solo perchè in competizione con la propria.

Peraltro, respingendo, a torto o ragione, ogni ipotesi di intesa,

alleanza, coalizione,ecc..a prescindere, non si capisce per

quale ragione si dovrebbe rinunciare a raccogliere un voto di

protesta che non voterebbe Grillo/Casaleggio/M5S.

 

b) l'inconsistenza: come ha fatto notare acutamente una

persona intervenuta dal pubblico, per quale ragione lo stop a

Renzi è meglio che lo dia una sola forza di opposizione invece

che due ?

Se la finalità è quella di fare meglio di Renzi (una volta si

sarebbe detto del PD), la si può ottenere sia con l'eccezionale

perfomance di una lista (M5S) che con la sommatoria

dei risultati di due liste (M5S+Tsipras). Ovviamente il

ragionamento non vale per chi si preferisce da solo, sia a

vincere che all'opposizione (“vocazione maggioritaria” la

chiamava Veltroni ora direi Sindrome di Highlander;

“Ne rimarrà uno solo!).

Io invece preferisco sempre il pluralismo sia dell'offerta che

della rappresentanza politica.

 

3) Questa elezione è, prima di tutto, per il parlamento Europeo

ed è giusto che come tale sia prioritariamente considerata.

La Lista Tsipras non deve essere letta come una nuova alchimia

politica italiana, ma come parte di un progetto politico europeo,

in quanto presente in diversi paesi europei, con un unico

candidato presidente della Commissione Europea

(Tsipras Alexis) e finalizzato alla formazione di un unico

gruppo parlamentare europeo (GUE).

Un progetto, certamente non risolutivo rispetto agli assetti

politici europei pre e post elezioni, ma neppure tanto residuale

visto il favore delle Liste Tsipras in Grecia e in altri paesi europei

e che i sondaggi la danno al terzo posto nel parlamento europeo.

 

E qui le differenze con i limiti della proposta M5S sono evidentissimi

e decisivi:

 

 

-una lista solo italiana, che farà eleggere un numero

di eurodeputati, variabile verosimilmente da 11 a 14; numero

troppo basso per costituire un gruppo (almeno 25 da almeno 7

paesi diversi). Quindi o finiranno tra i “non iscritti”, in genere di

centro destra, o dovranno trovarsi degli alleati (almeno 11, di

cui almeno 6 di 6 paesi diversi) per costituire un nuovo gruppo,

ovviamente scendendo a compromessi.... Tanto valeva allearsi

con Tsipras in queste elezioni. Questo basso peso numerico

comporta il rischio che gli eurodeputati eletti del M5S, non possano

esercitare le normali funzioni dei gruppi, che quindi abbiano un

peso irrilevante nelle decisioni e funzioni limitate..... e

verosimilmente si inverte il senso del “voto utile”.

 

- mancanza di un candidato presidente, non mi pare irrilevante

sapere chi indicheranno per guidare la Commissione Europea.

 

 

 
IL SUOLO E' DEI NOSTRI FIGLI PDF Stampa E-mail
Domenica 27 Aprile 2014 19:02

Ho appena terminato di leggere il libro “Il suolo è dei nostri figli”, di Chiara Sasso

con i contributi di Domenico Finiguerra.

Sembra un romanzo scritto da un giovane idealista, invece tratta di fatti

accaduti realmente.

Racconta l'esperienza di un giovane sindaco (Domenico Finiguerra) che

ha osato sfidare il sistema partitico, le lobby del cemento; ha saputo

coinvolgere i contadini e tutte le realtà associative contro la

tangenziale milanese (che avrebbe tagliato ettari di aree agricole),

ha realizzato il primo piano urbanistico a crescita zero, ha portato la raccolta

differenziata al 70%; ha approvato la delibera consigliare sull'acqua come

bene comune, diritto universale, inviolabile, inalienabile, indivisibile dell'uomo,

dichiarando il servizio idrico locale privo di rilevanza economica; ha coinvolto i

cittadini nelle scelte dell'amministrazione; ha tagliato i costi e grazie alla

creativià e alle buone pratiche, nonostante la rinuncia agli oneri di urbanizzazione,

ha gestito il bilancio comunale riducendo le spese, aumentando i guadagni,

(e molto altro) facendo diventare la sua città, Cassinetta di Lugagnano (un

piccolo comune milanese di 1800 anime), un modello da imitare.

Finiguerra ha dimostrato che tutto ciò che noi chiediamo da anni alle nostre

amministrazioni è possibile; che quando chiediamo di non impermeabilizzare

più i suoli, non stiamo parlando di ideologia o utopia, ma di pratiche che vengono

applicate, oggi, da diversi comuni italiani.

Questi comuni sono riuniti in associazione con lo scopo di promuovere le

buone pratiche, di confrontarsi, copiarsi, e rafforzarsi, certi di aver scelto

una strada difficile, piena di ostacoli, ma determinati a perseguirla.

L'associazione dei Comuni Virtuosi è composta da una settantina di Comuni ed ha

le seguenti finalità statutarie:

-aspirare ad una ottimale gestione del territorio, all’insegna del principio

ispiratore del “no consumo di suolo” (Opzione cementificazione zero,

recupero e riqualificazione aree dismesse, progettazione e programmazione

del territorio partecipata, bioedilizia, etc.);·

-ridurre l’impronta ecologica della macchina comunale attraverso misure

ed interventi concreti ed efficienti (efficienza energetica, acquisti verdi, mense

biologiche, etc.);·

-ridurre l’inquinamento atmosferico promuovendo politiche e progetti

concreti di mobilità sostenibile (car-sharing, bike-sharing, car-pooling,

trasporto pubblico integrato, piedibus, scelta di carburanti alternativi al

petrolio e meno inquinanti, nel rispetto delle produzioni agricole locali, volta

al soddisfacimento dei fabbisogni alimentari delle proprie comunità e della

biodiversità, etc.);·

-promuovere una corretta gestione dei rifiuti, visti non più come un problema

ma come risorsa, attraverso la raccolta differenziata “porta a porta” e l’attivazione

di progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti (progetti per la

riduzione dei rifiuti e riuso, etc), in una politica che aspira al traguardo “rifiuti zero”;·

-incentivare nuovi stili di vita negli Enti locali e nelle loro comunità, attraverso

politiche e progettazioni atte a stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane

sobrie e sostenibili (autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione,

sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, turismo ed ospitalità sostenibili,

promozione della cultura della pace, cooperazione e solidarietà, “disimballo”

dei territori, diffusione commercio equo e solidale, banche del tempo,

autoproduzione, finanza etica, etc), favorendo il più possibile l’autoproduzione

di beni e lo scambio di “servizi”, sottraendoli al mercato per una società della

sobrietà ispirata ai temi della de-crescita." (Dall'ART. 4 dello Statuto)

 

Il libro è come una gita in alta montagna, una boccata di ossigeno, che ci

dimostra che un modo diverso per amministrare il territorio è possibile, e

termina con un'appello di Finiguerra che condivido e rilancio in toto:

Se tutti quelli che si impegnano e si sforzano per mettere in discussione il

modello di sviluppo vigente e dominante non organizzano la loro irruzione

pacifica nella politica; se tutte le realtà, i movimenti, le associazioni, gli studiosi,

gli amministratori che contestano la società della crescita, del consumismo, del

saccheggio del territorio e dei beni comuni, e che affondano i propri convincimenti

e le proprie azioni nella consapevolezza che bisogna invertire la rotta, non

passano dalla teoria alla pratica; se tutti questi soggetti non escono dalle

sale convegni e dai dibattiti accademici per dedicarsi alla costruzione di una

vera alternativa politica e passare all'azione concreta, diventando nuova classe

dirigente, per compiere direttamente le scelte necessarie a salvare il Paese

e il Pianeta; se non si compie questo salto di livello verso la politica

attiva, saremo destinati a osservare impotenti l'affondamento del Titanic.

Dobbiamo avere il coraggio non solo di strappare il microfono dalle mani di

chi cerca di abilmente distrarre i passeggeri ignari della nave, ma anche di

prendere il comando della nave stessa per poter salvare tutti.

Perche su questa nave non ci siamo solo noi, ma anche i nostri figli e i figli dei

nostri figli.

 

Domenico Finiguerra è oggi candidato alle Europee, e mi sento chiamata in causa

moralmente come persona, come cittadina attiva per contribuire al tentativo di

cambiamento che vorrei vedere anche in Europa, dove le politiche liberiste e

di austerity la fanno da padrone, dove in ragione del PIL e della crescita infinita

si giustificano i sempre maggiori divari tra le fasce sociali più deboli e povere e le

poche fasce più ricche e sempre più ricche.

In Europa c'è bisogno di persone determinate, che non solo dichiarino

esattamenteciò che vogliono, ma che abbiano già dimostrato di essere

capaci di realizzare cose concrete, di amministrare per il bene comune e di saper

incidere nei cambiamenti.

Finiguerra è candidato indipendente della lista Tsipras, una lista che mette al

centro la persona, e un modello di sviluppo diverso, che pensa ai servizi, alla

messa in sicurezza del territorio, alla gestione pubblica e partecipata dell'acqua

e dei beni comuni ad un'imprenditoria sempre più green e sostenibile.

Una lista composta e appoggiata da autorevoli personalità, che hanno un

pensiero autonomo e che si ritrovano nel programma Tsipras.

La politica è una cosa seria e, se fatta con spirito di servizio, competenza e

serietà, senza demagogia, dovremmo sentirci tutti coinvolti per senso civico e

penso che lo spirito della lista sia proprio questo.

Più volte ho pensato di non voler essere più coinvolta, sarebbe più semplice

(...e salutare), ma non posso stare al balcone a guardare, solo perchè non ne

sono interessata direttamente, dobbiamo essere noi i protagonisti del

cambiamento, anche spendendoci per gli altri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
E FU SERA E FU MATTINA PDF Stampa E-mail
Martedì 01 Aprile 2014 14:30

Il film indipendente dell'anno finalmente a Genova!

Il film E FU SERA E FU MATTINA girato da una troupe di 30 giovani nell'estate 2012 a low budget

(70.000 Euro) in Piemonte a LA MORRA fra Langhe e Roero arriva a GENOVA.

Girato in CROWDFUNDING e CROWD EQUITY è un raro esempio di film italiano nato dal basso

che sta conquistando le sale cinematografiche italiane con quasi 20.000 biglietti già staccati nel

solo Piemonte.

 

GENOVA - CINEMA AMERICA
Dal 3 al 9 Aprile 2014
orari delle proiezioni: 15:45 - 18:00 - 20:30

 

CINEMA RITZ DAL 24 AL 30 APRILE

Orari degli spettacoli: 15:45 - 18:00 - 20:30


Vi chiediamo di inoltrare questa mail ai vostri contatti. Questo film può vivere solo grazie al

PASSA PAROLA che ha portato fino ad oggi così tante persone al cinema.

 

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Qui il calendario sempre aggiornato con le proiezioni: www.efuseraefumattina.it

 

 
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