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Su dichiarazioni di alcuni dirigenti Idv PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Luglio 2009 00:00

 

Circa le dichiarazioni di alcuni dirigenti di IDV sulla democrazia interna, concordo perfettamente sulla necessità di dibattito interno, ed è per tali ragioni che ho sollecitato incontri di partito sull’acqua, sulla gronda, sulla moschea ed altro, incontri, purtroppo, quasi sempre partecipati dai soli iscritti e non dai dirigenti, ai quali erano rivolti. La sintesi si fa dopo analisi e discussioni anche accese, ma serie, e senza secondi fini, e non con sistematiche imposizioni di forza e disconoscimento dei ruoli altrui, fino a negare addirittura il diritto di presenza della sottoscritta, oggetto della discussione, all’ultimo direttivo.

 

Proprio per il  profondo convincimento che ho sempre nutrito nei concetti pubblicamente espressi, parteciperò all’incontro di fine Luglio, organizzato dai responsabili nazionali, con l’intento di poter “contestare il segretario nella sede opportuna” e possibilmente anche “in un momento Congressuale con programma e mozione” con regole di trasparenza vere e non dichiarate, con figure di garanti veri e non di parte, vista la palese posizione del Coordinatore regionale di non essere garante e sintesi di tutte le componenti.

 

 Con soddisfazione e fiducia ho infatti registrato  questa risposta della sede nazionale alle nostre richieste nella speranza di un confronto vero con conduzione e valutazione terza.Circa l'elettorato sarebbe bene che venisse rispettato e non preso in giro facendogli credere che gli atti di un coordinatore sono frutto di discussioni interne, democratiche e spacciandosi per coloro che ascoltano i cittadini quando non ascoltano neppure la propria base.

 

 
Rifiuti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Luglio 2009 00:00

E' necessario e prioritario un piano di gestione (anche economico) per raggiungere il 65% di differenziata nel 2012 (come previsto dalla normativa).

Apprendo con piacere la proposta del Comitato di Scarpino relativamente alla gestione dei rifiuti, che, del resto, riprende ciò che molti consiglieri comunali (me compresa) affermano da tempo.
E’ necessario prevedere un piano di gestione dei rifiuti che contempli gli steps di tutta la filiera ed in particolare:
-   azioni specifiche e multiple per la riduzione della produzione di rifiuti;
-   estensione della raccolta differenziata porta a porta o di prossimità, a utenti privati e commerciali (modalità e tempi);
-   incentivazione all’avvio di nuove attività commerciali per il recupero dei rifiuti e il loro invio al riciclo;
-   riutilizzo dei beni dismessi;
-   individuazione delle isole ecologiche per ogni Municipio (da inserire nel PUC) e delle aree per il compostaggio;
-   elaborazione di un piano economico dell’intera filiera per la gestione dei rifiuti;
Come non si può costruire una casa partendo dal tetto, non si può gestire il ciclo dei rifiuti iniziando dall’impianto finale, peraltro di non certa affidabilità in termini di funzionamento e inquinamento, oltre che di gestione economica.
Come possiamo credere ad un raccolta differenziata del 65% se, a distanza di due anni di lavoro nulla di quanto sopra esposto è stato fatto? L’unica cosa che potrà farci cambiare idea sono i fatti!
Mi auguro che il nuovo assetto in Giunta porti un pò di concretezza.
Infine ritengo una richiesta assolutamente legittima quella di dare una compensazione economica a chi è costretto da anni a vivere in condizioni di sofferenza.

 
Rimpasti PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Luglio 2009 00:00

 

La Sindaco ha deciso che era necessario un secondo rimpasto di Giunta, sollecitata evidentemente dalle segretarie di partito, che, chi per consensi elettorali, non certo personali, chi per un riequilibrio interno, pensano di aver ristabilito un ordine all’interno della maggioranza.

Ci si chiede perché i cittadini sono lontani dalla politica, perché tutta la classe politica viene considerata la “casta”, beh, devo dire che a due anni di distanza dalle mie elezioni, sono sconcertata e delusa dai movimenti di poltrone che nascono da logiche che non hanno nulla a che fare con i programmi, con discussioni su temi importanti per la città, con persone che portano avanti coerentemente le istanze dei cittadini e del proprio elettorato, lungi dalle politiche clientelari, ma seriamente impegnate a rispondere alle sole logiche dell’interesse generale, prioritario su tutto.

E’ avvilente assistere alle “scalate” personali, prima usando strumentalmente poi riducendo la forza politica del proprio partito, come unico criterio per la condivisione e il sostegno politico.

Condividendo la reale esigenza di riavvicinare la Giunta al Consiglio, come dice la Sindaco, è assurdo pensare di attuarlo su queste basi piuttosto che confrontandosi e convincendo sulle scelte di governo. Concludo ricordando che le mie scelte in Consiglio saranno sempre su basi non ideologiche e non opportunistiche, ma di merito su cui sono sempre aperta al confronto.

 
Studenti stranieri PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Giugno 2009 00:00

 

Riguardo all’alta percentuale di studenti stranieri costretti a ripetere l’anno scolastico, gli allarmismi di questi giorni sulle bocciature degli stranieri non fanno altro che confermare un trend diffuso in tutta Italia e in costante crescita a causa dell’aumento della popolazione scolastica straniera.

Una recente indagine effettuata dalla Provincia di Genova evidenzia che, se nei primi due anni la percentuale di stranieri che ripetono è maggiore rispetto a quella degli italiani (39,6% contro 27,3% per il primo anno, 25,7% contro il 23,8% per il secondo), a partire dal terzo anno la situazione si inverte e il rischio per gli italiani di ripetere diventa più elevato (6,52% per gli stranieri, 11,36% per gli italiani).

È evidente che le prime problematicità degli stranieri sono linguistiche, seguite dalla difficoltà di trovarsi in un ambiente a loro estraneo, con ritmi di vita stravolti.

Sarebbe, pertanto, altrettanto logico intervenire nei primi due anni con azioni di sostegno all’apprendimento della lingua, di mediazione culturale e supporto psicologico all’alunno e alla famiglia, al fine di agevolarne l’integrazione ed evitare perdite di studenti. Non a caso la Provincia da tempo sostiene il progetto Oasi presso alcune scuole i cui dirigenti scolastici credono in queste azioni e, insieme a noi, hanno ottenuto risultati evidenti.

Gli Istituti tecnici e professionali sono quelli con la più alta presenza di stranieri ed è li che troviamo gli insegnanti più preparati ad affrontare le situazioni più difficili, ed è li, maggiormente, che occorre investire in processi concreti e reali di integrazione.

C’è bisogno di risorse fisse destinate dal Ministero per poter svolgere un’attività strutturata di integrazione e di orientamento sin dalle scuole medie, e c’è bisogno di dirigenti che investano su tali azioni. Non si può lasciare un’attività così importante e necessaria alla buona volontà e discrezionalità degli insegnanti e non è sufficiente una figura professionale dedicata: è essenziale che tutto il corpo docente sia preparato e faccia un lavoro di squadra per poter rendere l'integrazione, davvero, un processo consolidato ed efficace.
 
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