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Appello per il 26 settembre 2009 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 02 Settembre 2009 00:00
A PALERMO ERAVAMO 1000 A ROMA SAREMO 10.000!

ORGANIZZIAMO UN PULLMAN E ANDIAMOCI IN MASSA! E' IMPORTANTE LA PRESENZA DI TUTTI, NON DELEGATE.

 

 L'appello di Salvatore Borsellino:

"Da ogni parte mi stanno chiedendo di organizzare a Settembre una grande manifestazione a Roma.

Non dobbiamo dare tregua agli assassini ed ai loro complici. Dobbiamo farla di Sabato, in un giorno non lavorativo, Roma è il punto più facile da raggiungere da ogni parte d'Italia e dovremo esserci tutti, da Milano, da Palermo, da Napoli, dalle Marche, dall'Emilia, da ogni parte d'Italia.

La data che ho individuato per questa manifestazione che sarà la continuazione ideale di quella che abbiamo fatto il 20 luglio davanti al palazzo di Giustizia in sostegno di quei magistrati che, a rischio della propria vita, stanno combattendo per arrivare alla Verità sulle stragi del '92 e del '93 è il 26 Settembre.

Questa data è abbastanza lontana per permettere di poterla preparare in modo adeguato e abbastanza vicina da non essere superata dal ritmo degli avvenimenti che si stanno susseguendo in maniera sempre più incalzante.

Sarà una giornata di lotta ed è per questo che ho preferito non sovrapporla ad un'altra giornata, il 12 settembre, che sarà invece di festa per l'elezione fortemente voluta e sostenuta da tutti noi, di Sonia Alfano e Luigi De Magistris al Parlamento Europeo.

Ci saremo tutti, tutti quelli che abbiamo salito sotto il sole le rampe che portano al Castello Utveggio portando un pezzo di Paolo dentro il nostro cuore, tutti quelli che eravamo in Via D'Amelio quando all'ora della strage per un interminabile minuto si sono sentiti solo i battiti dei nostri cuori, tutti quelli che abbiamo percorso le vie di Palermo che ci portavano alla Magione levando in alto le nostra agende rosse e tutti quelli che abbiamo gridato la nostra rabbia e la nostra voglia di Verità davanti al palazzo di Giustizia. E ci saranno tanti altri ancora, tutti quelli che in tante piazze d'Italia hanno urlato insieme a noi e avremo ancora in mano la nostra agenda rossa, un'agenda rossa che ora fa paura a tutti. Mobilitiamoci tutti, ognuno di noi si impegni a far venire quante altre persone può, in una catena che non deve avere fine. Adesso hanno paura e si stanno muovendo, cominciano a muovere le loro pedine, Rutelli, Violante, il PG Barcellona, noi dobbiamo agire più rapidamente di loro, impedire che fermino Sergio Lari, Antonio Ingroja, Nino Di Matteo, non lasciamoli soli, impediamo che chiudano la bocca a Massimo Ciancimino, che si muova il CSM, facciamogli capire che dovranno passare sui nostri corpi, che dopo 17 anni non ci lasceremo strappare ancora una volta la verità. Il nostro grido di RRRESISTENZAAAAA deve essere un urlo nelle loro orecchie, un urlo gridato da vicino, sotto le finestre di quei palazzi in cui sono in tanti a sapere ed ad avere occultato la verità. Il 19 luglio in via d'Amelio abbiamo fatto scoccare la scintilla, ora è necessario l'incendio.



Salvatore
 
La meritocrazia PDF Stampa E-mail
Giovedì 06 Agosto 2009 00:00

 

La meritocrazia è credibile se parte dalla classe dirigente

I recenti interventi sulla meritocrazia a scuola mi stimolano a prender parte al dibattito, tralasciando le questioni ideologiche e demagogiche, che inevitabilmente non hanno mai portato a risultati seri. Le scelte compiute con l’accetta dai Ministri delle “Finanze” vengono elevate e sdoganate come indirizzi di carattere socio-pedagogico e politico, al punto da impegnare un ben nutrito campionario di politici e intellettuali a dibattimenti sul “maestro unico”, piuttosto che sul grembiulino, indifferenti al contesto in cui ci troviamo, classi incredibilmente sempre più complesse e impegnative per qualità delle strutture, varietà e criticità dell’utenza, con crescita della popolazione straniera e con particolare riferimento alla crescita dei “bisogni educativi speciali”.

E’ un po’ come fare l’elogio della dieta e della linea quando non si è in grado di dare il necessario ad una decente sopravvivenza alimentare. E tanto vale il tema della reintroduzione della “meritocrazia” da parte di questo governo. Valore che, come la legalità, per ragioni di credibilità, vorrei vedere praticati dall’alto verso il basso e non viceversa. Al di là della clamorosa storia personale dell’attuale ministro, la maggior parte della classe dirigente, politica e professionale, non è certo lì per meriti, ma ovviamente per “qualità particolari" come il servilismo o altro.

E questo è il livello di intervento più utile per attuare una credibile e condivisa piattaforma politica con la cittadinanza fondata sul merito, il vero cambiamento riformatore, quando c’è, parte dai livelli superiori e, la sua assenza, o addirittura inversione dei criteri, provoca ritardi innanzitutto nell’utilizzazione e valorizzazione del nostro capitale umano. Quante abilità e capacità acquisite vengono disperse o sottoutilizzate tra i nostri laureati, plurilaureati, specializzati, ricercatori,…in una irraggiungibile collocazione professionale affidata a fantomatici criteri di merito? Il riferimento ad un sistema di reclutamento scolastico folle che disincentiva, precarizza e taglia il personale più qualificato, motivato e generazionalmente più utile è solo il risultato più immediato per il tema di questa discussione. E’ questa la prima meritocrazia che dovrebbe interessare la scuola, avere il migliore personale per fare fronte ad un emergenza educativa che dilaga anche nella popolazione adulta con un analfabetismo di ritorno sempre più significativo. La società è cambiata radicalmente così pure molti presupposti di disuguaglianza delle situazioni di partenza, ma certamente non la loro iniqua esistenza, per cui mi paiono sempre validi, solo da ricontestualizzare, alcuni principi di Don Milani:, “perché non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti eguali fra disuguali”, e sulla pedagogia “ ha da dirci una cosa sola, che i ragazzi son tutti diversi, …non passava giorno che non s’entrasse in problemi pedagogici. Ma non con questo nome, per noi avevano sempre il nome preciso di un ragazzo”.

Alla faccia dell’egualitarsimo acritico di sinistra! I punti centrali di una integrazione scolastica di qualità: inclusione e individualizzazione.

Le selezioni più o meno precoci invece appartengono non alla cultura del merito ma quella del privilegio e del classismo. La scuola ha bisogno di migliori investimenti di risorse umane e di conseguenza anche economici per dare risposte concrete alle pertinenti domande del dott. Paolo Fasce e alle conclusioni del dott. Pellizzetti.

Non credo che una classe dirigente, ancor più di Governo, selezionata su principi di regole del tipo “per molti ma non per tutti”, una imprenditoria che plaude al più “furbo” come il più bravo, un Paese a crescenti livelli di inquinamento e commistione tra economia legale e illegale per negare ogni criterio di sana competizione concorrenziale di mercato, possano essere presi sul serio in una richiesta di meritocrazia che abbia come finalità l’espulsione dai percorsi educativi e formativi qualche ragazzo in più, certamente in peggiori situazioni di disagio; così facendo i più deboli vengono ulteriormente penalizzati con ovvie conseguenze di dispersione scolastica e derive sociali.

E’ del tutto evidente che la scuola proprio come ambito educativo debba funzionare con meccanismi di riconoscimento o meno dei meriti acquisiti, ma anche come contesto di formazione di un senso di appartenenza comune, dove la propria individualità si ritrova arricchita in una dimensione sociale, dove l’idea di “bene comune” possa ancora trovare spazio al posto di una selezione sociale darwiniana basata sulle nozioni acquisite.

E tanto perché accanto a fondate critiche trasversali si deve saper ben distinguere, mi piace concludere con una citazione di Tullio De Mauro, che alle questioni dell’istruzione non sta a sproposito come una Moratti o Gelmini qualsiasi :“Come l’acqua e la corrente elettrica, come la salute, la risorsa scuola è per tutti e di tutti. Se ci sono sprechi, impariamo a ridurli. Ma certo non andremo lontani chiudendo condotte idriche, tagliando i cavi elettrici, lasciando ammalare la gente. I danni colpirebbero tutti. Ogni soldo ben destinato a scuola e istruzione non è una spesa né per i privati né per lo Stato. E’ un investimento in salute, sicurezza, sviluppo di tutti e tutte. ”

 

 
Variante al Piano Urbanistico Comunale su Guglielmetti PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Luglio 2009 17:29

Oggi in consiglio comunale si è votata la pratica sulla variante al Piano Urbanistico Comunale relativamente alla rimessa di Staglieno, di Gavette e Guglielmetti.

La pianificazione complessiva ha una sua logica, ma la proposta di inserire presso la Guglielmetti una Media Struttura di vendita di 2500 mq non va incontro alle piccole attività commerciali, ai Civ, che da anni lavorano per la vivibilità del territorio, che sono l’anima dei quartieri e che faticano a tenere aperti, oggi ancor di più.

Ho chiesto, con un emendamento, di eliminare la Media Struttura di Vendita di 2500 mq, in subordine, di sostituire l’area con residenze e ricettività e, in ulteriore subordine, di ridurre la superficie commerciale a 1000 mq. In tutti gli emendamenti ho chiesto di inserire che gli oneri di urbanizzazione vadano alla riqualificazione del quartiere di San Gottardo, che da anni attende interventi in merito, ricordando peraltro l'impegno preso dall'amministraizone dal 2004 e mai realizzato.

Quest’ultimo punto è stato accolto, e nonostante tutto, possiamo dire di aver ottenuto un impegno di investimenti nel quartiere, che andrà ad aggiungersi ai 100.000 euro presenti nel bilancio triennale dei lavori pubblici. Ritengo che sia un ottimo risultato!

Oggi attendiamo che il Comune presenti il progetto preliminare di riqualificazione del Civ, a cui sta lavorando, e ci auguriamo che gli impegni presi siano finalmente seguiti da azioni concrete

 
Paolo Borsellino e la sua scorta PDF Stampa E-mail
Domenica 19 Luglio 2009 00:00

 

 


In questi giorni mi trovo a Palermo. Ho deciso di partecipare alla commemorazione della morte di Paolo Borsellino e la sua scorta e unirmi al fratello Salvatore per manifestare contro la mafia, contro la criminalità organizzata e contro quei politici conniventi con i mafiosi.

Le iniziative sono state intense sia fisicamente che emotivamente: sabato 18 luglio ritrovo in Via D’Amelio per marciare fino al castello Utveggio, da cui è stato avviato l’innesco per la bomba in Via D’Amelio, un tempo centro dei servizi segreti, frettolosamente scomparsi poco dopo l’uccisione di Borsellino. Non hanno permesso che entrassimo tutti e si è accettata una mediazione per una delegazione. Il posto di per sé fantastico (….un po’ come i luoghi dei campi di sterminio), panoramico, adatto per individuare con precisione via D’Amelio.

La sera c’è stato un convegno con De Magistris, R. e S. Borsellino, Bongiovanni (Antimafia 2000), Lumia, il magistrato Ingroia (che insieme a Di Matteo sta conducendo ulteriori indagini sul caso Borsellino). Si è respirata aria buona, aria pulita, aria di rinnovamento.
Oggi 19 luglio ci siamo ritrovati sempre in Via D’Amelio per la veglia e poi una marcia percorrendo i luoghi dove Borsellino era nato e cresciuto.

Essere qui a Palermo insieme a tante persone venute da tutta Italia e fuori per unirci ad un fine comune ci fa sentire forti, ci fa sentire vicini, ci fa sperare e confidare in un Italia diversa, il cui cambiamento, però, dipenderà solo dall’impegno che ognuno di noi metterà nella ricerca costante della verità, nella diffusione dell’informazione, che sempre più è compromessa.

Un messaggio ritengo, tra i più importanti: non lasciar mai soli chi si batte per la verità, non lasciar soli Antonio Ingroia, Nino Di Matteo, Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi, Pino Masciari e tanti come loro che fanno battaglie esclusivamente per la verità e la giustizia…senza verità non c’è giustizia….e questo vale per la mafia, per il G8 di Genova e per tante altri fatti di cui non siamo neanche a conoscenza.

Non possiamo stare a guardare, ognuno di noi deve sentirsi coinvolto in prima persona, è importante la presenza di tutti noi a questi eventi e la nostra manifestazione di solidarietà a chi corre dei rischi ogni giorno, anche per noi.

 

 
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