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Comuni Virtuosi PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Gennaio 2010 07:02

 

Ieri sono stata invitata dalla scuola di formazione politica Antonino Caponnetto, a Cogoleto per questo incontro:

TERRA, BENE COMUNE DA PRESERVARE

L'ESPERIENZA DEI COMUNI VIRTUOSI PER UNA POLITICA CHE FACCIA RESPIRARE LA TERRA


con

Domenico FINIGUERRA

Sindaco del Comune di Cassinetta di Lugagnano

Manuela CAPPELLO

Consigliere del Comune di Genova

 

Il sindaco ci ha raccontato la sua esperienza di Comune virtuoso che ha avuto il coraggio di scommettere su un piano urbanistico a crescita zero.

E’ stato bello trovarsi finalmente con persone che sono fortemente convinte della possibilità concreta di un modello di vita differente, basato, non sull’unico indice economico esistente (PIL), ma su indicatori di benessere quali la conservazione del paesaggio, il consumo di suolo, il livello di istruzione, la sanità, le pari opportunità, l’integrazione sociale, ecc….

Già Bob Kennedy, 40 anni fa, sosteneva che il PIL non poteva essere un indicatore del benessere visto che la sua crescita è direttamente proporzionale ai camion che viaggiano, alle ambulanze, all’inquinamento, agli incidenti, alla produzione di armi, alle guerre e, finalmente, oltre a economisti che da anni sostengono questa linea di  pensiero ritenuti spesso degli “intellettuali”, oggi, anche organi istituzionali come la commissione europea e l’OCSE, accettano queste tesi e propongono di individuare entro il 2012 indicatori precisi di benessere.

I Comuni virtuosi si sono uniti in associazione nel 2005 e si confrontano su scelte forti, ma vincenti, come la gestione dei rifiuti, dell’acqua, delle energie rinnovabili, dell’economia solidale e sociale che guardano innanzitutto il benessere dei propri cittadini e delle future generazioni, piuttosto che interessi particolari a beneficio di pochi e a danno di molti.

Non si tratta di ambientalismo ma di una coscienza civica e politica nuova che deve superare le vecchie logiche partitiche di sottomissione alle lobby imprenditoriali a fini elettorali; pensate il Sindaco Finiguerra in campagna elettorale ha proposto crescita zero e aumento delle tasse, eppure è stato confermato con più del 60% dei voti; i cittadini non credono più alle favole di PDL e PD meno L, “meno tasse per tutti”, i cittadini sono disponibili anche a pagare più tasse a fronte di un servizio efficiente e di una qualità di vita sana, oltre che a fronte di un politico di cui si fidano, che dimostra loro serietà, coerenza e trasparenza.

Questa è vera Politica, il resto è un teatrino in cui si recitano ruoli alternati di maggioranza ed opposizione.

 

 

 
dibattito su Il Fatto: IDV e i movimenti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 06 Gennaio 2010 19:44

 

"IDV e i movimenti"

Ecco cosa ho mandato a Paolo Flores D'Arcais per il dibattito pubblico da lui aperto :

"Gentile Direttore,  

ho letto la Sua proposta a Di Pietro, con le relative risposte, e vorrei inserirmi nel dibattito esprimendo alcune brevi considerazioni alla luce della mia esperienza in IDV (dal 2003 al 13 novembre 2009) e nel movimento di Grillo (dal 2005 ad oggi).

Le candidature di De Magistris, Sonia Alfano ed altri soggetti della società civile sono, ovviamente, buona cosa, e anche di ottimo auspicio, ma, purtroppo, rare eccezioni che confermano la sconfortante regola che Lei lucidamente ha messo in evidenza: una classe politica di partito priva dei minimi requisiti di autonomia di giudizio e neppure qualità etica. Il rischio è, appunto, quello di fare le “foglie di fico” in un partito il cui leader, a parole, condivide un rinnovamento della gestione ed organizzazione del partito.

In sostanza, non credo siano le poche eccellenti candidature a poter rappresentare una svolta qualitativa di IDV, ma invece, come Lei auspica, una reale apertura del partito alla migliore partecipazione della società civile, condizioni ad oggi del tutto ridotte “allo specchietto per le allodole” a beneficio di molti impresentabili politicanti locali reclutati a servizio. Realtà largamente maggioritaria che non può essere ridotta ad eccezioni, errori di valutazione, ma a metodo e sistema scelto per calcolate finalità di gestione monocratica del potere. Finalità che se da un lato garantiscono compattezza nell’azione di opposizione di governo (per la sola presenza degli yes man), dall’altro, impedisce la costituzione di un partito e di una classe dirigente credibile (che certamente garantirebbe non solo una forte opposizione di governo, ma anche un partito democratico con rappresentanti di partito realmente rappresentanti i valori espressi quotidianamente da Di Pietro….coerenza tra ciò che dice e ciò che si fa).  

Si arriva quindi all’adagio machiavelliano se il fine possa giustificare i mezzi. Questa classe dirigente di partito in larga parte non selezionata su requisiti di coerenza e serietà politica non contempla certo una apertura seria, una partecipazione selezionata sulle migliori motivazioni e capacità. Criteri indispensabili ad avvicinare persone serie e affatto per soddisfare gli appetiti dei beneficiati di turno alle gestioni locali. Vera pulizia da fare in IDV, che non significa (solo) non avere persone condannate, ma non avere persone che usano la politica per interessi propri (e per saperlo basterebbe interessarsene seriamente).

Incredibilmente poi Di Pietro sostiene che bisogna stare dentro per combattere, quando proprio all’interno del partito tutto è sempre stato fatto per scoraggiare e frustrare le migliori intenzioni e pratiche (e riguardo alla mia esperienza personale accetto qualsiasi sfida di merito) negando anche le minime disponibilità all’ascolto o al non agire in senso avverso. Tutto ciò per dirle che fino a che non vedo i fatti, nonostante il cuore, non credo in questi partiti, compresa l’attuale IDV, ma ho anche forti dubbi sulla Sua proposta di unificazione dei movimenti.

In quest’ambito ho alcuni anni di esperienza e, dai girotondini in poi, non ho mai visto movimenti della società civile concretizzarsi in una proposta politica alternativa. Ciò secondo me dipende da diversi fattori:

ogni movimento ha la sua identità forte, e ha diverse modalità di approccio ai problemi, chi più frontale, chi più “diplomatico”, ognuno non vuole cedere nulla per mantenere perfettamente integro il proprio “statuto”. Con tali presupposti diventa molto difficile (anche se auspicabile) creare un coordinamento politico alternativo che nasca dalla fusione di più movimenti.

già i singoli movimenti totalmente aperti hanno sempre dimostrato grossi limiti nella capacità autorganizzativa. Le spinte centrifughe prevalgono quasi sempre su quelle centripete, chi agisce per dividere quasi sempre prevale su chi cerca l’aggregazione e la sintesi.  

Quindi, che fare?

Credo che un’alternativa si debba  costruire con nuove garanzie di apertura alla partecipazione politica che contempli una nuova disciplina nella gestione dei soggetti politici  (comunque definiti) escludendo arbitrarietà inaccettabili. Disciplina che tolga l’esigibilità dei diritti di partecipazione politica dalla disponibilità benevola o meno di circostanza del leader, condizione che non nega l’eventuale valore “carismatico” aggiunto, quando riconosciuto e riconoscibile. Disciplina che possa garantire la selezione di una classe dirigente sul merito delle motivazioni più che sulla fedeltà personale o l’interessata accondiscendenza. Una nuova partecipazione politica, che magari non preveda tessere ma solo contributi volontari, ma non esauribile con le proposte di candidature per lo più senza esito, ma che offra serie condizioni di impegno personale per selezionare nel tempo le reali motivazioni,  in cui le elezioni dei responsabili avvengano dopo militanza attiva fatta negli anni (anche fuori dal movimento/partito, ma coerente con lo stessovedi S. Alfano e De Magistris), in cui le candidature alle elezioni amministrative/politiche vengano scelte in modo palese e secondo requisiti minimi di coerenza politica e non per volontà dell’unico responsabile locale di turno.  

Infine, nonostante la condivisione della ricerca di un impegno politico, il più affrancato possibile da interessi personali speculativi, ho qualche dubbio sulla proposta così stringente e rigida della limitazione ad un solo mandato, a prescindere dall’ambito istituzionale in cui viene esercitato (differente è il peso politico tra un consigliere municipale – praticamente nullo e un consigliere regionale. Su questo tema occorrerebbe aprire un altro dibattito). Penso che forse sarebbe più opportuna una valutazione dell’attività dell’eletto durante il suo mandato e la possibilità di ricandidarlo solo se è stato coerente ed efficace nel proprio incarico. Importante è il rapporto costante tra i militanti/elettori e gli eletti al fine di condividere al meglio le scelte; l’elezione deve essere un punto di partenza e non di arrivo. La stessa persona potrebbe essere un valore aggiunto e, non ricandidarla, potrebbe comportare una perdita di consensi inutile.  

Cordialmente  

Manuela Cappello -  Consigliera Comunale indipendente (Genova)  "   

 

 

 
auguri PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Dicembre 2009 12:10

Auguri a tutti voi ! 

auguri

 

p.s.: ecco l'emendamento e l'odg presentati da me per Via Nullo, nell'ultimo consiglio comunale

 

 
Consiglio Comunale dicembre 2009 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 16 Dicembre 2009 09:51

In questi giorni in Consiglio Comunale ho portato alcuni ordini del giorno che

sono stati approvati.

A partire dalla richiesta di utilizzare gli oneri di urbanizzazione della vendita

dell’officina Guglielmetti, ad una serie di interventi per l'acquedotto e per la

riqualificazione del quartiere di San Gottardo.

Inoltre ieri è stato deliberato in consiglio comunale l’introduzione della rete wi-fi

presso la biblioteca Berio. Tale delibera prevede l’accesso totalmente gratuito agli

studenti universitari e un contributo di 5 euro annuali per gli altri utenti.

Ho chiesto che l’accesso gratuito venisse esteso anche agli studenti delle scuole

superiori e che il contributo di 5 euro potesse essere azzerato dopo un paio di anni;

ciò mi è stato negato, ho quindi riformulato la mia richiesta (su proposta di altro

consigliere) in modo da destinare le entrate dal contributo di 5 euro alla estensione

del wi fi a tutte le biblioteche civiche.

Oggi presenterò altri Ordini del Giorno sulla estensione dell’accesso alla rete wi fi

nelle piazze e negli alberghi, sull’informatizzazione dei servizi cimiteriali,

sulla necessità di migliorare le operazioni di scavo e ripristino del manto stradale,

su interventi di pulizia e messa in sicurezza in p.za Martinez, in Via Morego,

sulla necessità di impegnarsi a garantire un tetto per dormire a chi non lo ha;

insieme ad altri consiglieri abbiamo presentato odg sui servizi sociali,

sulla pulizia dei giardini, sul piano energetico comunale, sulla  biodedilizia

e sull'attraversamento delle strisce pedonali rialzate.

da Il Fatto Quotidiano  del 17/12/09  "Buone Notizie" p. 17 : su  rete wi fi   a Genova

 
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