Navigazione

Registrati - Login

Clicca su "Registrati" per registrarti, o se già registrato inserisci di seguito.



Contattami

Ricevi Notizie

Prima devi essere "registrato".

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner


Designed by:

Genchi PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Febbraio 2010 09:00

Venerdi 5 febbraio durante una giornata climaticamente avversa

(pioggia e neve), si è tenuta la prima conferenza dal tema Legalità

e Giustizia.

C’era Gioacchino Genchi (Salvartore Borsellino è stato bloccato dalla

neve) che, per 3 ore ininterrottamente ci ha rivelato informazioni

sulla vera storia d’Italia, sulla nascita dei partiti, di com’è nata

la seconda repubblica edi come i voti dei mafiosi siano traghettati

dai vecchi partiti ai nuovi.

Non sono valutazioni soggettive, ma dati oggettivi che Genchi ed

altri hanno analizzato (i voti dei mafiosi carcerati, i voti dei

quartieri mafiosi).

La Mafia trattava con lo Stato ma non ottenendo ciò che voleva

ha tradito i vecchi partiti per crearne uno nuovo (i primi circoli

di Forza Italia, in Sicilia, sono stati fondati da mafiosi).

La Mafia stava trattando con lo Stato e Paolo Borsellino aveva

scoperto qualcosa di più grande di lui, aveva scoperto che

un amico l’aveva tradito; annotava tutto nell’agenda rossa che,

dopo la sua morte, sparì.

Ecco perché è nato il Popolo delle agende rosse, ecco perché,

a distanza di 17 anni, siamo ancora qui a chiedere verità e

giustizia sulle stragi di Falcone e Borsellino, di cui si conoscono

gli esecutori materiali, Cosa Nostra, ma non i mandanti esterni

alla Mafia; nomi che apparivano nelle indagini sulle stragi

del ’92 e che sono ricomparsi nelle indagini Why Not di

De Magistris.

Affari, politica, massoneria, magistrati, avvocati, indagati,

accordi trasversali per tenere sotto scacco l’Italia.

Genchi ci ha parlato anche del Duomo sulla faccia di Berlusconi,

non ha mai detto che non gli sia stata lanciata, ha detto che

appare strano che un cordone di protezione fatto da uomini

addestrati, non solo si sia fatto sfuggire il Tartaglia, ma non

abbia immediatamente protetto B, così come è strano che

dopo la sua uscita dall’ospedale con il cerottone non vi sia

neanche un segno.

ecco il video:
 
Fusione Iride Enia e privatizzazione dei servizi pubblici PDF Stampa E-mail
Giovedì 28 Gennaio 2010 22:09

 

La Fusione Iride Enia nasce da un progetto industriale che

prevedeva la creazione di una grossa multi utility di gestione

di servizi (dall’energia, ai rifiuti, all’acqua, ecc..).

C’era già di fondo un concetto distorto di gestione dei

servizi che finalizzava il processo di fusione al solo business

economico/commerciale, dimenticandosi il fine prioritario di

“bene comune” o “servizio pubblico” che di per sé non dovrebbe

essere finalizzato all’utile, ma all’efficienza del servizio per l’interesse

collettivo.

Sappiamo che processo di privatizzazione dei servizi pubblici è

ormai avviato da decenni, con risultati diversi da quelli sperati,

ossia con un’insoddisfazione generale dei cittadini da un lato e

dell’amministrazione pubblica dall’altro, ma, nonostante i fatti,

i governi in fasi alterni hanno favorito la privatizzazione; nel

settembre 2009, in totale sordina e assenza di un doveroso

dibattito politico e pubblico, e mistificando la realtà, spacciando

la decisione come imposta dall'Europa, il Consiglio dei Ministri ha

approvato un decreto legge che modificando l’articolo 23 bis della

Legge 133/2008, non solo spalanca la strada alla privatizzazione

dell'acqua ma la rende obbligatoria. Infatti, la modifica apportata

prescrive l'affidamento ai privati del servizio idrico tramite gara,

prevedendo che le quote di partecipazione del pubblico ad eventuali

società miste non possano superare il 40%.

Un decreto palesemente incostituzionale, perché getta le

basi per la mercificazione (e quindi la possibile/probabile violazione)

di un diritto individuale irrinunciabile. Di fatto, gli Enti Locali vengono

espulsi per legge, non solo dalla gestione del servizio idrico, bensì

di tutti i servizi pubblici locali, tra cui il trattamento dei rifiuti e il

trasporto pubblico locale.

Gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune

categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario

della concorrenza; si veda ad esempio la Comunicazione della

Commissione al Parlamento Europeo COM (2004) 374:

…le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni)

sono libere di decidere se fornire in prima persona un

servizio di interesse generale o se affidare tale compito

a un altro ente (pubblico o privato)”; è peraltro noto che

non esiste alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per

le imprese pubbliche di trasformarsi in società private

(come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione

CE 2003 e 2006; Parlamento CE, 2006).

I consigli comunali di Genova e Torino aveva votato la fusione

Iride Enia, con la clausola che il 51% del capitale sociale fosse

pubblico.

Ciò comporta necessariamente un chiarimento, in quanto, nel caso

la fusione si facesse senza il 51% pubblico, la votazione in consiglio

comunale di Genova e Torino andrebbe rifatta, pena l’illegittimità

degli atti.

Circa l’eventuale aumento di PIL previsto con la fusione, citato di

recente, vorrei ricordare che il PIL non è un indicatore di benessere,

ma esclusivamente un indice economico che aumenta con

l’aumentare dei consumi, degli incidenti, dell’inquinamento, del traffico,

delle cementificazioni; in tale direzione si è espressa una intera

comunità scientifica e commissione europea creata ad hoc, affermando

che il concetto di sviluppo deve essere inteso in termini non

puramente speculativi/economici, ma di miglioramento della

qualità della vita delle persone, contemplando quindi parametri diversi

dal PIL.


 

 
conferenze su legalità e giustizia PDF Stampa E-mail

 

" I NOSTRI  EROI : Borsellino, Falcone, Pertini, Ambrosoli...
a DIFESA della COSTITUZIONE  "
 
Conferenze su: Legalità e Giustizia
 
5 FEBBRAIO  h. 17,30   
Auditorium dei Musei di Strada Nuova ( Palazzo Rosso) V. Garibaldi  
 Marco Menduni (inviato Secolo XIX)  
presenta il libro
"Il caso Genchi: storia di un uomo in balia dello Stato"

con l'autore Gioacchino Genchi e   Salvatore Borsellino
dedicato a Paolo Borsellino
 
17 FEBBRAIO h. 21,00  
Salone di Rappresentanza  Palazzo TURSI  V.Garibaldi
Pierfranco Pellizzetti  (opinionista del Fatto Quotidiano e saggista Micromega)
presenta il libro
"Giustizia e Potere"

con l'autore Luigi De Magistris e don Paolo Farinella
dedicato a Giovanni Falcone



Introduce: Manuela Cappello (consigliera comunale indipendente- Gruppo Misto)

in collaborazione con

Amici di Beppe Grillo Genova - gruppo storico

 

 
Piano urbano della mobilità PDF Stampa E-mail
Giovedì 21 Gennaio 2010 09:13

 

Il Piano Urbano della Mobilità di Genova, appena votato in consiglio comunale, presenta alcuni aspetti difficilmente condivisibili; gli scenari e i dati proposti danno indicazioni preoccupanti sulla ripartizione modale, sul tasso di motorizzazione, sull’incidentalità, sul peso della domanda di mobilità concepito in termini quantitativi, e considerato incomprimibile, sull’alta considerazione del ruolo delle infrastrutture stradali per mezzi veicolari privati (è provato che nuove strade richiamano nuove auto e quindi aumentano il traffico); comprendo che non si possa avversare totalmente il mezzo privato (ognuno di noi ha almeno un auto), ma credo che sia concettualmente sbagliato e, in qualche modo contradditorio,  prevedere nuove strade per una maggiore fluidità del traffico veicolare e poi tentare di limitarne l’uso prevedendo dei meccanismi penalizzanti per chi la usa.

Esperienze europee, non ultima Copenhagen, ci dimostrano che, interventi importanti di intermodalità possono essere vincenti; grandi città che vivevano i nostri stessi disagi del traffico hanno cambiato l’ottica della mobilità ed hanno “scommesso” sui percorsi ciclabili attrezzati (prima ancora del mezzo pubblico) (si pensi che mediamente gli spostamenti casa-lavoro non superano i 5 km), sulla mobilità pedonale che oggi è pari al 20%, (perché non intervenire, come propone il WWF, col garantire l’accesso ai portatori di handicap, allargare i marciapiedi, creare zone pedonali servite con un servizio pubblico efficiente, riorganizzare la segnaletica orizzontale secondo un criterio di priorità della mobilità pedonale e di continuità dei percorsi pedonali stessi), trasporto collettivo (car e pool sharing), mobility management ed altro; questi sistemi danno un contributo molto significativo alla riduzione di traffico e davvero sono utili anche per chi è veramente costretto ad usare l’auto.

Proprio la mancanza di tale visione generale nel PUM e della considerazione “alta” che ancora si dà alle opere infrastrutturali stradali, nonostante l’accoglimento di numerosi emendamenti (1,2,3,) e odg (1,2,3,4,5), proposti da me ed altri, sui concetti sopra esposti (mobilità ciclabile, pedonale, tranvia, incentivo al mezzo pubblico, colonnine elettriche per la ricarica pari al 5% della totalità degli stalli), mi ha indotto ad astenermi, con l’auspicio che entro giugno (prima verifica del PUM) si riveda l’impostazione in tal senso.

 

 

 

 

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 5 di 14

Post-It

Chiunque può sbagliare, ma il dolo reiterato è un'altra cosa - Abbondanza: rinvio a giudizio per diffamazione nei miei confronti!

Lannes_Beccaria_Cappello.jpg S Borsellino 2.jpg gruppo conlannes2010.jpg sanremo20-2-2010.jpg 600_9736968_Manu.jpg raccfirmearefacqua2010.jpg Manu con Genchi.jpg manifestazione26sett_.jpg
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner