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Dalle primissime battute del mio recentissimo impegno politico ho dovuto, mio malgrado, fare i conti con queste clamorose devianze di entrambi gli ambiti spesso contagiati dallo stesso virus: la questione morale. Per questione morale, non intendo quella comunemente intesa che è in realtà una “ questione legale“ ovvero le pratiche illegali da parte di rappresentanti politici, ma invece le assai diffuse pessime motivazioni e quindi modalità di esercizio nella politica e nella professione giornalistica, che non di rado trovano quindi indegne ragioni di collaborazione. Tra queste pessime motivazioni, due sono le più diffuse e perniciose: l’ambizione di carrierismo politico personale e l’autoreferenzialità, entrambi da perseguire con qualsiasi mezzo. Mezzo privilegiato non può che essere quindi l’informazione disponibile alla visibilità personale e se serve alla denigrazione, diffamazione e calunnia altrui, quasi sempre senza esposizione personale, di “amici” o nemici concorrenti. E vado con il campionario che mi riguarda: 8/09/07 - V-Day di Beppe Grillo con lancio delle Liste Civiche, l’interesse e la partecipazione intorno alle attività del Meet Up genovese ha un’impennata di presenze, talune interessate a garantirsi un controllo che in quell’ambito non c’era mai stato quindi escludere la mia partecipazione attiva dalla sua formazione nel 2005. Come fare? Un bello scoop giornalistico (riciclato tra l’altro da foglietti spazzatura delle destre) con diffamazioni a mio carico circa l’assegnazione di un appalto pilotato (fornitura fioriere) ad aziende di famiglia, del tutto inesistente. Quindi querela inoltrata ma con la garanzia per i calunniatori dei tempi biblici della giustizia. Che fosse vero o no importava ai detrattori o alla stampa (nel caso Secolo XIX)? No, bastava che fosse credibile e il servizio è fatto. Semplicissime verifiche con qualche telefonata ai responsabili degli uffici amministrativi interessati o di documenti in mano alle persone accusate? Non servono per l’articolo, basta il botta e risposta!!?? 18/04/09 - in prossimità del Convegno organizzato su Servizi Pubblici e Privati, esce articoletto sul Secolo XIX che rilancia pretestuose polemiche della capogruppo di FI circa il presunto abuso delle risorse economiche date ai Gruppi Politici per l’organizzazione di iniziative politiche (!) di pertinenza del Consiglio Comunale (!). Quindi lo scandalo dov’è? La notizia dov’è? C’è ragione di dare spazio a queste polemiche, sì solo pensando a richieste interessate di detrattori sempre all’opera in mancanza di altre risorse politiche. Ma non basta, tanto per completare a dovere il servizio offerto anche un rilancio delle calunnie su “presunti conflitti di interessi familiari” (citati in precedenza) indifferenti a formale diffida a riguardo già inoltrata dalla sottoscritta alla stessa testata e tacendo della querela inoltrata ai diffamatori. A questo punto la concorrenza non può più restare inoperosa e anch’essa si offre per un po’ di disinformazione di servizio. Da tempo si avvertiva e invocava un po’ di delegittimazione e denigrazione nei confronti della sottoscritta, quindi eccola servita: 24/04/09 - da Repubblica: Cappello “la dipietrista sta per passare a Sinistra e Libertà…. come molte voci accreditano “, voci appunto ben nascoste e ben interessate a cercare di intaccare la credibilità del mio impegno politico, evidentemente non avendone di loro. Comunque una volontà mai espressa ma neppure pensata viene annunciata a pieni titoli senza neppure interpellare la diretta interessata. Il seguente e immediato comunicato di smentita ignorato nell’uscita del giorno successivo, viene pubblicato il 26/04/09 nella “posta dei lettori” delle ultime pagine. Quando la pessima politica e il peggior giornalismo si danno il braccetto, per fortuna c’è la Rete che toglie ogni mediazione!
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